La rivista Biotecnologie-news.it è iscritta al n. 1/21 Registro Stampe dd. 29/1/2021, presso il tribunale di Trento.

MAGi EUREGIO
Bertelli Farmaceutici

Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

ENDOVIR ®

Aziende Innovative

BIOTECNOLOGIE NEWS

Aziende Innovative

IN3 DIAGNOSTIC
ABRES
Stem Sel
Biovecblock
Innoven
Bioecopest
NGB GENETICS
THEOREO
ADAM
Drug Discovery Clinics s.r.l.
O3 enterprise
Novavido
CHEMICARE
Chemicare
Isbiolab
IN3 DIAGNOSTIC

La professoressa Chiara Nogarol fa parte di In3diagnostic. Una delle aziende più innovative del Belpaese. La diagnostica veterinaria è uno di quei settori in cui possono essere utili le bio-tecnologie, ma quanta consapevolezza c’è in Italia dell’importanza di questo specifico ramo della scienza? Lo abbiamo chiesto alla stessa professoressa.

  • Può presentare il suo brevetto/azienda spin-off biotecnologica?

In3diagnostic nasce nel dicembre 2012 da un’idea progettuale dei tre Soci fondatori (prof. Rosati, prof. Bertolotti e dott.ssa Profiti), personale docente del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino. La loro formazione e ambito di ricerca riguardano lo studio delle malattie infettive e la diagnostica veterinaria, con particolare expertise nello studio e caratterizzazione di antigeni ricombinanti. In quegli anni l’Ateneo spingeva molto sulla creazione di imprese accademiche, finanziando percorsi di incubazione e/o accelerazione. Nasce così In3diagnostic, azienda che produce e commercializza kit diagnostici di interesse veterinario.

  • Come hai sviluppato questa scoperta/azienda spin-off?

Il team fondatore per anni ha fornito ad aziende terze antigeni ricombinanti per la produzione di kit diagnostici, fornendo anche supporto nella parte di R&D per queste stesse aziende. L’idea imprenditoriale era già pronta: trasferire tutto questo in un’azienda che avesse sede in Italia e che potesse fungere da ponte tra la ricerca scientifica accademica e la diagnostica su campo, italiana ed internazionale.

Dopo un primo periodo di “inizio lavori”, dove ci siamo dedicati soprattutto al trasferimento tecnologico e alla promozione dei prodotti soprattutto in ambito nazionale, abbiamo ampliato la nostra offerta e la nostra clientela è diventata internazionale. Da sempre abbiamo scelto di occuparci di prodotti innovativi o di nicchia, che si distinguessero da quelli già presenti sul mercato in termini di qualità e performance diagnostiche. Abbiamo proposto non solo soluzioni di qualità, ma veri e propri approcci diagnostici innovativi.

  • Quali difficoltà hai trovato?

Lavorare nella diagnostica veterinaria è complesso, poiché è importante avere ben chiare da un lato le diverse normative che regolamentano i controlli delle malattie infettive, sia a livello nazionale che internazionale, e dall’altro la normativa che regola la produzione e commercializzazione dei metodi diagnostici.

Inoltre, a livello nazionale in particolar modo, ci si scontra con degli immobilismi spesso dettati dalle “abitudini diagnostiche” più che dalla mancata voglia di aggiornare la metodologia nei laboratori. Ed è per questo che ci siamo trovati spesso a proporre metodi customizzati, al fine di poter rispondere alle necessità dei diversi territori. Per contro, abbiamo trovato le più grandi soddisfazioni in ambito internazionale poiché alcuni nostri prodotti sono stati scelti per l’esecuzione di piani di controllo o monitoraggio di malattie importanti per la zootecnia. Lavorare nella diagnostica e proporre soluzioni efficaci ed economicamente sostenibili vuol dire contribuire a valorizzare la produttività e la competitività delle aziende zootecniche cercando di ridurre quanto possibile le spese sanitarie.

  • Cosa hai studiato per arrivare a questo punto? CV

Mi sono Laureata nel 2007 in “Biotecnologie applicate alla salute umana ed animale” presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie di Torino. Nel 2013 ho conseguito il Diploma del Master Biennale di II Livello in “Qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità della filiera del latte”.

Negli anni dal 2008 al 2012 ho lavorato come Borsista in diversi gruppi di Ricerca torinesi, sia Accademici che presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino. In tutti i casi, ho affiancato veterinari e biologi nelle ricerche applicate legate allo sviluppo di metodi diagnostici da applicare alla Sicurezza Alimentare e alla Sanità Animale. Negli stessi anni ho potuto partecipare a corsi formativi sulle norme ISO9001 e ISO17025 seguendo in prima persona percorsi di accreditamento di prove di laboratorio.

Io mi sono aggiunta ai Soci nel gennaio 2013 diventando Amministratore dell’azienda nel 2016. Ad oggi posseggo anche una piccola quota societaria. Il mio primo apporto all’azienda è stato principalmente destinato alla parte di Qualità, implementando un Sistema di Qualità ISO 9001. Successivamente mi sono dedicata al trasferimento tecnologico e all’industrializzazione dei prototipi derivanti dalla ricerca per trasformarli in prodotti pronti all’uso e disponibili per il commercio. Ad oggi affianco la parte di R&D, a carico del Dipartimento di Scienze Veterinarie, con l’intento di incrociare e rendere complementari diverse competenze con un unico obiettivo comune: sviluppare test diagnostici innovativi in poco tempo e di alta qualità.

Come si può facilmente dedurre, ho avuto da sempre la fortuna di poter lavorare esattamente nell’ambito della mia Laurea. E la ritengo una delle mie principali fortune lavorative.

  • Chi devi ringraziare?

Sicuramente i Soci che hanno fondato l’azienda: la loro idea imprenditoriale prima e la sinergia successiva sono state le carte vincenti della nostra Società. In secondo luogo direi che di grande aiuto è stato l’incubatore di impresa 2i3T che ci ha seguiti nei primi anni; successivamente la partecipazione ad iniziative della Camera di Commercio e iniziative come questo giornale, che raccontano di realtà italiane e di successo, hanno reso possibile la promozione della qualità in ambito imprenditoriale.

  • Come vedi il mondo delle biotecnologie tra dieci anni?

Domanda complessa, soprattutto nel 2020 ed in piena pandemia da COVID19. Credo che molto sia stato fatto grazie alle biotecnologie, non solo nel settore medico umano, ma anche in settori quali la veterinaria. Dietro la parola “biotecnologie”, per me, si racchiude un intreccio di competenze che contribuiscono alla buona riuscita di settori molto specifici, dalla medicina personalizzata alla salvaguardia dei beni culturali, dalla diagnostica alla chimica industriale. Penso che la complementarità delle Biotecnologie con i diversi ambiti di applicazione sia la chiave del successo e fra 10 anni mi auguro che verranno abbattute tutte le possibili barriere di “settore”. Questo consentirà di poter incrociare le competenze di chi ha scelto una Laurea trasversale al fine di dare un contributo alla scienza, in ogni ambito.

  • Come ti vedi tra 10 anni?

Mi vedo dove sono ora, Socia e Amministratore di un’azienda che mi ha dato la possibilità di imparare e di poter esprimere le mie capacità e le mie passioni ogni giorno. Ho costruito questa azienda insieme ai Soci e mi sento legata ad essa come si è legati alla propria famiglia. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace, che mi appassiona e che mi coinvolge così tanto da non desiderare altro che essere partecipe e complice della sua continua crescita. Sicuramente con più esperienza, ma certamente dalla stessa scrivania.

FB

Condividi Articolo

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
GENELAB-SRL
Gibob
ViroStatics
HiQnano
LMPE srl
Graftonica
Genomix 4 Life
EnGenome
3DIFIC
INSIMILI
Clonit
Euleria
Growa