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“Bioecopest è un’azienda innovativa che opera nel campo delle biotecnologie applicate alla difesa delle colture agrarie, riconosciuta come Spin Off sostenuto dell’Università degli Studi di Sassari, e che ha sede nel Parco Tecnologico della Sardegna”. Il dottor Luca Ruiu, Ricercatore Senior del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari e Fondatore e Responsabile scientifico di Bioecopest, che abbiamo voluto intervistare per comprendere al meglio quali e quante prospettive abbiano questa tipologia di biotecnologie.

Com’è organizzato il vostro team di ricerca?

Bioecopest è un’azienda innovativa che opera nel campo delle biotecnologie applicate alla difesa delle colture agrarie, riconosciuta come Spin Off sostenuto dell’Università degli Studi di Sassari, e che ha sede nel Parco Tecnologico della Sardegna (Tramariglio, Alghero, SS). Per sua stessa natura, dunque, l’azienda svolge attività di ricerca e sviluppo, in proprio ed in collaborazione con il mondo accademico. Ne deriva che, fin dalla nascita, attorno all’azienda hanno ruotato figure professionali, o talvolta in formazione (es. borsisti post-lauream, dottori di ricerca), reclutate attingendo proprio dalla vicina Università di Sassari, e in particolare dal Dipartimento di Agraria. Un team di ricerca dinamico, dunque, che si è evoluto e rinnovato nel tempo, perseguendo i progetti di ricerca che si sono susseguiti, dando così anche occasione di sbocco professionale a diverse persone. Attualmente, le persone che lavorano in azienda sono altamente qualificate, e tutte provenienti dall’Università di Sassari, anche se nel loro percorso formativo hanno svolto significative esperienze in prestigiosi laboratori al di fuori del territorio nazionale.

Oggi in azienda ci sono Dottori di ricerca altamente qualificati, come Gabriele Moro e Maria Giovanna Marche, che quotidianamente si occupano delle attività di studio, e altre persone che si occupano del management e degli aspetti amministrativi. Un piccolo team funzionale e sostenibile. A questo mi aggiungo io, che attualmente svolgo una funzione di supervisore scientifico in linea con il mio ruolo di docente universitario.

 

– Ci racconta in breve la storia della vostra azienda?

Per rimanere più generali, potremmo dire che Bioecopest è nata per rispondere all’esigenza di dare un impatto socio-economico a una linea di ricerca curata dal Dipartimento di agraria, ossia quella di studiare e sviluppare soluzioni innovative e a basso impatto ambientale per la difesa delle coltivazioni agrarie.

Ma dietro alle idee ci sono sempre delle persone. E’ così che, al mio rientro in Italia, dopo un periodo di lavoro e formazione svolto in California, nella Silicon Valley, sponsorizzato dal Programma Fulbright, a studiare technology innovation and entrepreneurship, ho deciso di realizzare il progetto Bioecopest in Sardegna, proprio vicino all’Università in cui mi ero laureato e con la quale già all’epoca collaboravo. Così sono passato dalla costituzione di un team di partenza, alle business plan competition. Questo approccio ha portato a conseguire importanti risultati in termini di visibilità, come il primo posto conquistato al premio nazionale dell’Innovazione (PNI), vinto proprio a Perugia, l’Università in cui pochi anni prima avevo ricevuto un Dottorato di Ricerca in Entomologia Agraria. Questi premi in denaro, hanno consentito di raccogliere il capitale iniziale per la costituzione dell’azienda e per cofinanziare i primi progetti di ricerca.

 

– Quali e quanti studi state compiendo sui bio-pesticidi?

Bioecopest è un’azienda basata sulla ricerca e sviluppo, per cui direi quasi la totalità delle attività che si svolgono in azienda sono di studio. Si passa da studi più mirati, magari per rispondere ad una specifica richiesta dell’industria, ad esempio per chiarire il meccanismo di azione del principio attivo di un prodotto in fase di sviluppo, a lavori di screening finalizzati alla ricerca di sostanze attive nei confronti di un target di particolare interesse. Per passare poi a studi di campo, in cui nella sua veste di Centro di Saggio autorizzato dal MIPAAF, Bioecopest valuta l’efficacia di nuovi trovati dell’industria prima della loro autorizzazione all’immissione in commercio. Infine, Bioecopest svolge anche studi di tipo dimostrativo per prodotti fitosanitari che sono già in commercio da parte di industrie del settore, ma le cui peculiarità tecniche necessitano di particolari accorgimenti affinché l’utilizzatore ne tragga il massimo vantaggio e ne realizzi un utilizzo corretto.

 

– Quali prospettive di sviluppo per i pesticidi di nuova generazione?

Negli ultimi anni abbiamo assistito al ritiro dal mercato di diversi prodotti fitosanitari, basati su principi attivi con un maggiore rischio per l’ambiente. Dunque, il trend è chiaro, il mercato si evolve verso prodotti di nuova generazione ad impatto ambientale sempre minore. C’è dunque un contesto ideale per l’introduzione di innovazioni tecnologiche che si allineano a queste caratteristiche.

 

– Credete che in Italia se ne parli a sufficienza?

Il consumatore è sempre più attento alle caratteristiche dei prodotti che acquista e non a caso il segmento delle produzioni agrarie biologiche è in continua crescita.

Anche il legislatore nazionale ha recepito le direttive europee che, in linea con quanto previsto al di là dell’Atlantico e in diverse parti del mondo, forniscono le linee guida per un utilizzo corretto dei prodotti fitosanitari e promuovono lo sviluppo di principi attivi a minore impatto ambientale.

Nell’industria se ne parla in continuazione e si investe in questo settore.

– Ci elencate tutte le possibili potenzialità ( o le principali) delle vostre innovazioni?

Per semplicità potremmo dividere le attività innovative di Bioecopest in due grandi categorie:

1)Ricerca e sviluppo interna, finalizzata a individuare nuovi principi attivi per la difesa dalle avversità in agricoltura. Tra questi una specifica linea di lavoro è rappresentata dai bioinsetticidi basati su microrganismi entomopatogeni. Si tratta di microbi come batteri e funghi, capaci di svilupparsi a spese degli insetti dannosi attraverso un sofisticato meccanismo di azione che normalmente implica il coinvolgimento di un arsenale di sostanze di natura proteica, risultato di un processo di co-evoluzione in cui il microrganismo è l’agente di malattia del suo ospite, l’insetto. Le specie microbiche oggetto degli studi sono, ovviamente, innocue nei confronti degli animali a sangue caldo, come l’uomo, ed anzi talvolta per questi ultimi sono anche dei probiotici.

2) Studi per conto dell’industria, finalizzati a dare supporto a gruppi industriali che si avvalgono dell’outsourcing per svolgere una parte delle attività di ricerca e sviluppo che hanno la finalità di immettere sul mercato nuovi prodotti. Queste attività sono svolte da Bioecopest nella veste di Centro di Saggio autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF). Grazie a questo riconoscimento ministeriale, le prove prodotte in azienda hanno validità in tutto il territorio dell’Unione Europea. Ovviamente gli studi svolti sono a carattere confidenziale, trattandosi di prodotti non ancora immessi nel mercato.

 

– Con quali realtà collaborate?

Fin dalla sua nascita Bioecopest collabora con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, svolgendo studi e ricerche i cui risultati finiscono sulle riviste internazionali del settore, oppure sono oggetto di divulgazione in specifici contesti internazionali come quelli della International Organization for Biological and Integrated Control (IOBC) e della Society for Invertebrate Pathology (SIP).

Oltre questo, l’attività di Centro di Saggio, implica lo svolgimento di attività di studio in collaborazione industriale, finalizzate all’autorizzazione di nuovi prodotti da immettere nel mercato della protezione delle colture agrarie.

 

.- Cosa ne pensate del futuro del biotech e della innovazione scientifica in Italia?

Lo stile di vita e molte delle opportunità e prospettive che aggi abbiamo, e magari diamo per scontate, sono il risultato di attività di studio delle generazioni che ci hanno preceduto. Credo che non ci siano dubbi sull’importanza che la ricerca e l’innovazione continueranno ad avere in futuro. Il settore delle tecnologie biologiche che trasversalmente abbraccia numerosi altri settori, incluso quello delle scienze agrarie, non potrà che acquisire sempre maggiore importanza e continuare a fornire soluzioni a problemi attuali o, appunto, creare nuove opportunità. L’Italia, credo che anche in questo ambito, possa fare la sua parte. Del resto, la conoscenza e l’avanzamento tecnologico sono concetti che prescindono dalla posizione geografica, e il talento made in Italy, penso sia ben riconosciuto. Il vero challenge per l’Italia magari sarà quello di incrementare la propria competitività sul fronte della valorizzazione e sfruttamento commerciale.

– Chi dovete ringraziare per i vostri studi?

Credo che un’azienda che nasce per inserirsi in un mercato consolidato seppur in continua e rapida evoluzione debba innanzitutto ringraziare se stessa, e quindi le persone che fanno o che hanno fatto parte del Team. A questo si aggiungono gli enti finanziatori regionali che hanno sostenuto le proposte progettuali e di avvio dell’Azienda, fornendo nel Parco Tecnologico le prime infrastrutture necessarie agli studi, e in ultimo, ma non per ordine di importanza, l’Università di Sassari che ha consentito la costituzione e lo sviluppo dell’azienda Spin Off fin dal principio.

 

– Come vi vedete tra dieci anni?

Bioecopest ha appena compiuto i suoi primi 10 anni, e a guardare indietro di cose ne sono successe tante, e non tutte prevedibili fin dall’inizio. Dunque, Bioecopest guarda con ottimismo a un futuro che sarà disegnato dall’andamento di un mercato che si sta evolvendo in favore dei prodotti ad elevato contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale. Sicuramente in questo ambito, il team che sta crescendo con Bioecopest potrà ancora dire la sua, sempre mantenendo una visione globale.

 

– Quali brevetti e prodotti avete realizzato sino a questo momento?

Premetto che è ormai quasi un luogo comune quello di immaginare un’azienda come Bioecopest, funzionalizzata a produrre innovazione, come un sistema che genera proprietà intellettuale e know how che si concretizzano in propri brevetti o prodotti. Questo è in parte vero anche per Bioecopest che ad esempio attualmente ha in licenza un‘invenzione acquisita dall’Università di Sassari e protetta da brevetti internazionali, per un agente di controllo biologico con attività nei confronti degli invertebrati dannosi in agricoltura e sugli animali. Tuttavia, Bioecopest che oggi opera come Centro di Saggio autorizzato dal MIPAAF svolge studi per lo sviluppo di nuovi prodotti che saranno portati sul mercato da altri soggetti. Dunque, il lavoro di innovazione spesso si concretizza nel mettere un tassello importante (quello della ricerca e sviluppo) in una catena di valore che nasce nei laboratori e, attraverso un lungo e complesso processo di studio e autorizzazione, si concretizza in nuovi prodotti a disposizione degli operatori in agricoltura. Le ricerche in questo senso svolte dall’azienda sono numerose e ormai entrate nella routine.

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