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Intervista al Bioscience Research Center

Bioscience Research Center è una delle aziende  incubate dal Toscano Life Sciences. Realtà attiva nell’ambito ambientale, agroalimentare e in quello della salute umana, Bioscience Research Center ha voluto rilasciare questa intervista a Biotecnologie News, per cui ringraziamo soprattutto la dottoressa Monia Renzi per la sua disponibilità. Ecotossicologia ed analisi delle microplastiche sono i due focus su cui l’azienda ha inteso soffermarsi. Le pubblicazioni scientifiche a sostegno delle ricerche di BRC sono più di cento. 

Come nasce la vostra realtà?

La nostra è una struttura privata iscritta all’anagrafe nazionale delle ricerche, certificata UNI EN ISO 9001 e 14001 ed è laboratorio accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per i campionamenti e per una vasta gamma di analisi chimiche, biochimiche, biologiche ed ecotossicologiche e per la determinazione delle microplastiche.

BsRC nasce nel settembre 2013 dal sogno di una giovane ricercatrice di portare l’eccellenza e la ricerca scientifica di alto livello al servizio della collettività; missione che, ancora oggi, è perseguita dal centro ricerche. BsRC applica un modello imprenditoriale basato sull’autofinanziamento delle ricerche scientifiche di base mediante investimento degli utili aziendali derivanti dalle attività di servizi di analisi e consulenza. Questo modello fa si che chiunque, cittadino, struttura privata o Ente pubblico, usufruisca dei nostri servizi diventi di fatto un finanziatore della ricerca scientifica contribuendo a realizzare i risultati delle nostre ricerche e partecipare alla missione del centro ricerche. Inoltre, questo modello permette, anche in una realtà privata, l’indipendenza e l’autonomia dei ricercatori garantendo obiettività e terzietà degli scienziati verso i risultati delle ricerche condotte e garantisce il progresso scientifico e la libera crescita culturale del gruppo di lavoro e della collettività che trae benefici indiretti dai risultati delle ricerche.

Oggi, grazie a questa visione, dopo soli otto anni di attività, con oltre cento pubblicazioni su riviste scientifiche di prestigio, nonostante le piccole dimensioni, BsRC è una struttura riconosciuta a livello internazionale per il grande contributo culturale nei settori scientifici in cui effettua ricerche.

Come siete organizzati?

I principali campi di competenza sono rappresentati dalla gestione di problematiche legate direttamente e indirettamente alla contaminazione ambientale, dalla conservazione della biodiversità e dalla valutazione degli effetti dell’inquinamento e perdita della biodiversità sulla tutela della salute umana.

Il centro ricerche ha ad oggi in organico, oltre allo staff amministrativo, sette ricercatori che, grazie alle competenze complementari che possiedono, permettono di offrire servizi di alto livello. Le attività del centro ricerca sono gestite da un responsabile scientifico, Dott.ssa Monia Renzi, di grande esperienza che si occupa di supervisionare e indirizzare attività e ricerche. Un coordinatore tecnico, Serena Anselmi, si occupa di coordinare i servizi erogati e di garantirne la qualità, un responsabile di laboratorio, Dott.ssa Francesca Provenza, si occupa di verificare e validare i metodi analitici e i risultati prodotti. Fanno parte del gruppo di ricerca, la Dott.ssa Eleonora Grazioli, biologa marina, esperta in valutazione dei servizi ecosistemici e di habitat marini e tassonoma dei fondi mobili, il Dott. Andrea Broccoli, ecotossicologo, esperto in tassonomia del fitoplancton e del fitobenthos, la Dott.ssa Maria Luisa Vannuccini, ecotossicologa, esperta in biomarcatori di stress e biologia molecolare, il Dott. Andrea Cavallo, geologo, esperto in analisi chimiche e microanalisi di matrici ambientali e materiali. In caso di necessità, BsRC si avvale, anche, di una rete di professionisti e collaboratori di fiducia sottoposti a selezione e verifica periodica delle competenze.

L’ambiente lavorativo che si è fortemente voluto istituire è improntato sulla sostenibilità dello sviluppo dell’impresa, sostenibilità garantita dal rispetto delle diversità e delle esigenze delle proprie risorse umane, indirizzando l’impegno produttivo nella struttura in relazione alle proprie capacità, alle aspirazioni, alle inclinazioni e al desiderio di crescita professionale.

L’organizzazione aziendale è partecipativa e trasparente per favorire consapevolezza e motivazione di tutto il personale. L’approccio è meritocratico, i dipendenti, dopo un periodo iniziale di inserimento in azienda, sono strutturati per ridurre lo stress dovuto all’incertezza economica che deriva dal precariato e per favorire collaborazione reciproca e un clima partecipativo alla missione del centro. Pari opportunità e meritocrazia sono capisaldi imprescindibili per la nostra realtà; è garantita opportunità di carriera indipendentemente da genere e impegni familiari. Un’evidenza di questo è la presenza quasi dominante nel nostro staff di giovani donne, anche con ruolo direzionale e di coordinamento. L’obiettivo della direzione è selezionare le migliori risorse disponibili sul mercato, ognuno dei dipendenti, per i suoi ambiti di competenza è il migliore, per perseguire questo risultato BsRC non teme di assumere giovani madri e donne in procinto di iniziare la maternità.

Con quali realtà collaborate e come?

BsRC persegue la conoscenza e, per raggiungere questo obiettivo, ritiene che il confronto culturale intellettualmente onesto e paritetico con altre strutture presenti sul territorio nazionale e internazionale sia fondamentale alla crescita culturale dei propri ricercatori. La collaborazione con il mondo universitario è costante e continua. BsRC collabora con le Università degli studi di Trieste, Siena, Pisa, Tor Vergata, Napoli Parthenope, Napoli Federico II, con i centri interuniversitari di ricerca applicata al mare come il CoNISMA e il CIBM, con strutture di ricerca e di controllo come l’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine – IRBIM Lesina, l’S.S. Acquacoltura, ittiopatologia e biologia degli ambienti acquatici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, la Stazione Zoologica di Napoli A. Dohrn, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), le ARPA territoriali di molte regioni. Inoltre, BsRC è affiliata all’incubatore di imprese Toscana Life Science di Siena con il supporto del quale implementa le attività nel settore “salute umana” ed è uno dei soci fondatori della fondazione Polo Universitario Grossetano. Ha, inoltre, una relazione stabile con il centro di eccellenza CERTEMA della Regione Toscana e dell’Università S. Anna di Pisa per lo svolgimento congiunto di ricerche scientifiche applicate ai settori ambiente e agroalimentare di interesse condiviso.

Cosa ne pensate dello stato di salute del vostro settore in Italia?

In generale, stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile per la nostra collettività e per la società. Sappiamo che è arrivato ormai il momento di fare delle scelte anche impegnative dal punto di vista politico per garantire la sostenibilità del nostro modello economico nel tempo e per lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta ancora in grado di fornire le risorse e i servizi sui quali si basa la nostra società. Un momento in cui nella disinformazione, nella cattiva gestione del bene comune, nella deriva antiscientifica e anticulturale spesso confluiscono la frustrazione e la paura prodotte dal bombardamento di notizie su cambiamenti climatici e disastri ambientali in atto.

Questo scenario non risparmia nemmeno l’Italia che deve, a nostro avviso, mantenere una lucida coerenza e un approccio tecnico e fiducioso verso la gestione dei problemi ambientali con rigore scientifico. Dal punto di vista politico e sociale, un elemento positivo è dato dal fatto che in Italia, la sensibilità dell’opinione pubblica e dei portatori di intesse che a diverso titolo sono coinvolti nelle problematiche ambientali sta crescendo progressivamente. Questo livello di attenzione, mai prima d’ora così alto, nei confronti delle attività produttive che interferiscono con l’ambiente e verso le conseguenze potenzialmente derivanti dalla cattiva gestione della materia ambientale, ha portato mediamente, ad una maggiore consapevolezza e maturità che i soggetti gestori di aree naturali, aree marino costiere, porti, bacini lagunari, impianti produttivi e allevatori hanno nei confronti della tutela dell’ambiente. L’Italia è uno dei paesi con la maggiore biodiversità al mondo che ne costituisce appunto una ricchezza inestimabile sia in termini ecologici che economici. C’è ancora molta strada da fare per arrivare a raggiungere la sostenibilità concreta dell’economia, anche nel nostro Paese, ma la direzione intrapresa è buona se si persevera un approccio lucido basato su correttezza intellettuale degli interventi e sulla selezione scientifica degli approcci da applicare ad ogni caso.

Dal punto di vista imprenditoriale, il modello di BsRC è atipico. Pochi decidono di investire gli utili ricapitalizzandoli in risorse umane strutturate, strumenti, materiali e ricerche di base. La maggior parte delle piccole attività imprenditoriali nel settore delle analisi ambientali, in particolare, deve competere con grandi realtà, sostenute da multinazionali che offrono analisi a basso costo e, i piccoli, non riescono a stare al passo con costi e sforzi necessari. Molti, negli ultimi anni, hanno deciso di chiudere o vendere lasciando il campo libero a chi offre analisi di competenza tecnica e professionale altissima a basso costo. Sebbene sia accattivante pagare meno un servizio, deve essere chiaro che esiste un lato oscuro come rovescio di questa medaglia; le grandi aziende non lasciano capitali sul territorio, puntano al profitto, all’automazione dei processi, tagliano i passivi e chiudono i piccoli centri delocalizzati sul territorio per accentrare i servizi nelle grandi aree urbane. La conseguenza immediata è la perdita di competenze qualificate sul territorio, competenze che è difficile formare e ricostruire una volta perse, impoverimento culturale delle zone provinciali decentralizzate e perdita di giovani dai piccoli centri urbani. Quando compriamo servizi a basso costo dovremmo avere una visione lucida e chiederci se siamo disposti davvero a sostenere il costo economico e sociale delle conseguenze che ne deriveranno.

Come vi immaginate da qua a dieci anni?

BsRC aspira ad una crescita culturale continua per garantire un livello di eccellenza che reputa raggiungibile solo attraverso il merito, l’impegno perpetrato nel tempo, il rispetto e la tutela dei diritti delle risorse umane soprattutto in un contesto territoriale complesso e difficile come quello Maremmano. Ci piace pensare che fra dieci anni saremo ancora qui, più convinti e consolidati di oggi a perseverare nello sforzo di finanziare la ricerca scientifica nel settore privato con nostre risorse economiche. Immaginiamo che, con l’aiuto di chi sceglierà di avvalersi dei nostri servizi, un giorno dopo l’altro, potremo ancora pubblicare i risultati delle nostre ricerche, finanziare le idee dei nostri giovani scienziati, strutturare e garantire un futuro stabile ed economicamente dignitoso a qualche giovane talento della ricerca in più rispetto a quello che possiamo fare oggi e offrire una opportunità di lavoro qualificato nella ricerca in un territorio decentrato come quello della Maremma. Ci immaginiamo diversi, adattati a offrire servizi e sviluppare ricerche per rispondere a quelle che saranno le esigenze del futuro, esigenze che probabilmente ancora oggi non esistono neppure; ma anche uguali, caparbi, resistenti e tenaci nel perseverare, con onestà intellettuale e con il rispetto dei nostri principi fondanti, nel perseguire gli obiettivi che saranno; sperando che la nostra esperienza possa essere di ispirazione per le generazioni future.

Parlateci di un vostro progetto specifico (Su questo vi chiedo di non citare prodotti) 

Puntiamo sempre alla crescita culturale e scientifica continua e, pertanto, non abbiamo un solo progetto ma portiamo avanti una serie di azioni in varie direzioni che, solo con il tempo, possono dirci se porteranno buoni frutti. Stiamo lavorando per potenziare le attività di servizi di analisi e consulenza che possiamo offrire, per accreditare nuove analisi di laboratorio. Lavoriamo per crescere nella diagnostica applicata al settore cosmetologico e vorremmo implementare i servizi nel settore agroalimentare e della salute umana e per questo stiamo lavorando alla preparazione di vari progetti con alcune delle strutture con le quali collaboriamo scientificamente. Puntiamo ad offrire un servizio sulla determinazione di microplastiche e nanoparticelle in alimenti e matrici ambientali e animali che diventi una eccellenza unica in Italia e, per questo, ci siamo dotati di strumentazione all’avanguardia come micro-FT-IR, micro-RAMAN e una camera a contenimento attivo per garantire l’assenza di contaminazione da nano e microparticelle nei campioni trattati in laboratorio. Stiamo partendo con una collaborazione con il gruppo di ricerca dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù per verificare gli effetti della contaminazione ambientale sullo sviluppo nei bambini di alcune patologie non trasmissibili. Insomma… tante idee, tanti progetti che speriamo di riuscire a realizzare.

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