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Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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Cosa sono le varianti Delta ed Epsilon e perché preoccupano la scienza

La pandemia in corso prevede una variabile che sembra in grado di sconvolgere i piani degli ottimisti. Per quanto non sia il caso di sentenziare sulla progressione pandemica, è ormai chiaro come la varianti rappresentino uno spauracchio. Qualcosa di potenzialmente in grado di rallentare la fine della pandemia. Come spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità “una variante si genera quando un virus, moltiplicandosi nell’organismo ospite, subisce una o più variazioni (mutazioni) nel suo patrimonio genetico (o genoma) che lo rendono diverso dal virus originario”. La variante inglese è quella che ha spopolato, per così dire, sulle cronache internazionali, che hanno raccontato come, nel tempo, sia divenuta maggioritaria in tutta Europa. Il confronto scientifico – quello che interessa a tutti – va ovviamente eseguito in relazione ai vaccini ed alla loro efficacia. Quello è il tema che preoccupa la comunità scientifica. La variante Delta, ex variante indiana, sembra quella in grado di far risalire i contagi. Proprio la Gran Bretagna sta certificando come la comparsa di questa variante rischi d’inficiare un quadro che appariva in miglioramento. La domanda che circola sulla Delta è più o meno sempre la stessa: i vaccini attualmente in commercio sono efficaci? Stando a quanto riportato dall’Adnkronos, che ha ripercorso la presa di posizione dell’Ema in merito, sembra di sì. E infatti, sul sito dell’agenzia citata, leggiamo dall’Ema che “I primi dati suggeriscono che due dosi di vaccino proteggono contro la variante Delta e che gli anticorpi derivanti dai vaccini approvati neutralizzano la variante”. I primi risultati, insomma, infondono coraggio. E i vaccini che sono stati approvati dovrebbero continuare a dimostrare la loro assoluta utilità. Nel corso degli ultimi giorni, poi, la stampa e la comunità medico-scientifica hanno iniziato a porre l’accento su un’ulteriore variante: la epsilon. Come riportato dall’Ansa, la variante epsilon, che in prima battuta è stata riscontrata in California, “i dati indicano che, con le sue tre mutazioni, la variante Epsilon è resistente sia agli anticorpi generati dai vaccini a Rna messaggero sia a quelli generati dall’infezione da virus SarsCoV2”. E questo, manco a dirlo, potrebbe rappresentare un grosso problema, che magari richiederebbe, nel caso il tutto venisse confermato, l’aggiornamento dei vaccini. La scienza è ovviamente al lavoro per tutte le risultanze del caso. Qualcuno parla semplicemente di una resistenza maggiore per la epsilon, ma saranno l’ausilio della scienza ed il tempo, come sempre, a fornire tutte le risposte che servono.

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