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L’azienda italiana che scopre le varianti del Covid-19

Ci siamo imbattuti in Clonit grazie a questo approfondimento pubblicato su Repubblica. L’Italia, con realtà come questa, può dirsi davvero all’avanguardia nella lotta al Covid-19. Mentre la vaccinazione prosegue a tamburo battente, permettendoci di sperare su un’evoluzione positiva del quadro pandemico, le varianti fanno irruzione, preoccupando in certi casi – come quello della variante Delta – la comunità scientifica. Per questo motivo, l’individuazione delle varianti sembra divenire, ogni giorno che passa, un’attività centrale per evitare che la situazione sfugga di nuovo di mano. Clonit è di sicuro una realtà biotech interessantissima, che merita d’essere approfondita per la sua attività. Ringraziamo sin da ora il dottor Carlo Roccio, che abbiamo intervistato in merito a questa azienda, per la disponibilità.

Come siete nati?

“Nata nel 1987, Clonit è una delle prime aziende biotech nate in Italia, fondata da un gruppo di investitori privati sostenuti dal primo Fondo di Venture Capital Italiano FinBiotec. Negli anni successivi al 1996, Clonit entrò a far parte del gruppo Fleming Research, Società proprietaria di alcuni centri diagnostici tra Piemonte e Lombardia, con Central Lab in Milano al Servizio di circa 150 Ospedali Pubblici e Privati Italiani. Dal 2017, Fleming Research è stata acquisita dalla Multinazionale CERBA HealthCare e Clonit ha iniziato in modo autonomo a rivolgersi al mercato Italiano e internazionale offrendo l propri kit Diagnostici focalizzati nella Diagnostica Molecolare Avanzata.(Infettivologica-Genetica e Oncologica)”. 

Come siete strutturati?

“Clonit dal 1 febbraio 2020 è locata in Siziano (PV) in una Struttura di circa 1500 mq dotata di ambienti segregati idonei alla produzione (camere bianche), di laboratori di R&D, Uffici e Camere fredde per stoccaggio con ampi magazzini spedizione merci. I collaboratori sono 21 divisi in Area Tecnica, Amministrativa e Commerciale. Ci sono Distributori in 30 Paesi e Agenti di Commercio in ogni Regione Italiana”.

Cosa ne pensate dello stato di salute del biotech in Italia?

“Il Biotech Italiano  ha oramai raggiunto uno stato di maturità tale da essere considerato come uno dei vettori di crescita dell’Economia Italiana. Crediamo che l’Italia, già posizionata molto bene nei vari settori del Biotech (White- Green e Red), avrà un impulso eccezionale dal Recovery Plan Europeo tale da diventare il driver di area per gli Investitori Internazionali  nel nostro Paese”.

Con quali realtà collaborate?

Clonit per ben 19 anni è stato uno dei finanziatori industriali del Dottorato di Medicina Molecolare di UNIMI svolgendo un compito di indirizzo applicativo nella formazione degli Studenti collaborando con il Corpo Docente e gli Istituti di riferimento per le linee di ricerca e di finanziamento (MIUR-Horizon ecc). Le collaborazioni più frequenti sono con gli IRCCS della Regione Lombardia e Regione Lazio, oltre a quelle Internazionali scaturite dai Progetti Horizon ad esempio il Consorzio Europeo Ebola MoDrad.

Su quali tecnologie vi state concentrando

“Clonit è  nata successivamente alla scoperta della PCR (Polimerase Chain Reaction) nel 1983, la tecnica di amplificazione genica messa a punto da Kary Mullis e per la quale ha preso il premio Nobel. Quindi partendo dalla PCR classica siamo passati alla Real Time PCR sulla quale sono basate molti dei nostri prodotti. Naturalmente stiamo lavorando da qualche anno sulle nuove tecniche tipo Digital PCR, Next Generation Sequencing e CRISP per approcciare le sfide che ci attendono nel settore della  Diagnostica Molecolare Avanzata e in futuro nel Therapeutics”.

 In che modo scoprite le varianti del Covid?

“Premesso che se si intende scoprire varianti NON conosciute è indispensabile eseguire il Sequenziamento completo del Genoma Virale (metodo costoso e che necessita di giorni per l’analisi), se invece si intende ricercare, a scopo di monitoraggio, le varianti già conosciute (es. variante Delta o Indiana) basta usare metodi sempre molecolari ma simili a quelli già utilizzati nei Laboratori autorizzati ad eseguire i Tamponi molecolari con metodo RT-PCR ( metodo poco costoso  che richiede 1-2 ore per l’analisi). A marzo 2021 è stato messo in commercio marcato CE-IVD il kit Variant Catcher per la variante UK (Alfa), South Africa (Beta) e Brazil (Gamma) con metodo RT-PCR con flusso operativo integrato nei Laboratori già autorizzati ad eseguire l’indagine del Genoma Virale (molecolare PCR) In sostanza: eseguito il Tampone naso-faringeo si passa alla estrazione e purificazione dell’RNA virale (tempo 1 h circa) e poi all’amplificazione per screening  Pos/Neg (tempo 1h circa); infine  sui risultati positivi viene eseguita una successiva amplificazione genica con sonde che identificano le Varianti (tempo 1 h circa). In questa nostra ultima realizzazione (Ultra Variant Catcher) si è di fatto sostituita la sonda molecolare che identificava la variante UK (alfa) con una Sonda in grado di identificare la variante INDIANA (Delta) mantenendo inalterata la capacità di identificare  sia la variante Beta (South Africa) che quella Gamma (Brazil)”.

Come vi vedete tra dieci anni?

“Rispetto alla rivoluzione copernicana avvenuta negli ultimi quindici mesi, mi è estremamente difficili fare previsioni di centoventi mesi, comunque la pandemia da Covid ha davvero innescato una “rivoluzione” !!!  Tutti, dai pazienti ai medici hanno finalmente capito che si puo’ fare una diagnosi precisa e precoce di una malattia infettiva ricercando nei liquidi biologici del paziente il “genoma” dell’agente eziologico (Virus,Batterio,Parassita,Protozoo o Fungo) senza aspettare giorni, settimane o mesi prima di dosare nel sangue gli anticorpi specifici. Capito il principio: penso che l’evoluzione possa arrivare all’analisi delle mutazioni sul Genoma Umano per anticipare il Fenotipo Patologico, sia per le malattie genetiche sia per la diagnosi e la cura dei tumori. L’innovazione è stata la nostra arma più forte durante questa pandemia. “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio ai cambiamenti”     Charles Robert Darwin””.

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