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Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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Integratori alimentari con ingredienti botanici: tra interessi, linee guida ed eventi avversi

Il mondo degli integratori, dunque anche delle molecole naturali, espande il suo raggio d’azione. Diviene dunque necessario monitorare possibili eventi avversi. Per questa specifica intervista, per cui ringraziamo sin da ora la professoressa Patrizia Restani, siamo partiti da questo specifico studio. La professoressa Patrizia Restani è ordinaria presso la Statale di Milano del Dipartimento di Scienze farmacologiche e molecolari. Nello specifico, la Restani insegna Chimica degli Alimenti e Prodotti Dietetici. Un’esperta di caratura nazionale e non solo, dunque, per accompagnarci in questo viaggio che diviene ogni giorno che passa più attuale.

Di cosa si occupa il vostro studio? 

Il gruppo da me coordinato si occupa di diversi argomenti inerenti alla chimica e la tossicologia degli alimenti. Tra questi ci siamo occupati in modo particolare degli eventi avversi a integratori alimentari contenenti ingredienti botanici, in quanto sono stata coordinatore del progetto europeo PLANTLibra (Plant Food Supplements: Levels of Intake, Benefit and Risk Assessment). Il progetto aveva la durata di 4 anni, ma le attività sono continuate successivamente. Tuttora ci occupiamo di questo argomento raccogliendo ed elaborando dati provenienti della letteratura scientifica ma anche collaborando sperimentalmente quando ce ne sia la necessità.

Cosa si intende per “effetti avversi osservati nell’uomo dall’assunzione di integratori alimentari vegetali o preparati botanici”? 

Si intende qualunque effetto indesiderato associato al consumo di un integratore alimentare con ingredienti botanici. Tali eventi possono avere diverso grado di severità: da sintomi blandi quali sonnolenza e disturbi gastrointestinali passeggeri a reazioni severe che (sebbene fortunatamente in pochi casi) possono essere anche fatali.

Quali risultati avete riscontrato? 

Dai dati raccolti da tutti gli studi fatti durante e dopo il progetto Europeo, possiamo affermare che le reazioni avverse sono percentualmente poche; non va però dimenticato che in alcuni casi l’evento può essere di gravità elevata. Sulla base dell’indagine effettuata tra i consumatori di 6 paesi Europei, la percentuale di eventi avversi segnalati sono stati: 5.7% in Finlandia, 5.5% in Germania, 1.3% in Italia, 1.8% in Romania, 5.2% in Spagna, e 0.3% in UK. Pur essendo dati non confermati da una verifica clinica, possiamo ritenere che siano compatibili con quanto ottenuto nello studio effettuato con i centri antiveleno.

Cosa intendete per errata identificazione di piante? 

Quando si prepara un estratto vegetale dobbiamo essere certi della materia prima. Alcune piante si assomigliano esternamente ma possono contenere molecole totalmente diverse; ovviamente in alcuni casi la confusione porta all’avvelenamento. È esattamente quello che capita con i funghi raccolti da persone non competenti che confondono le specie edibili e velenose. Va anche ricordato che talora nella stessa pianta ci sono parti commestibili e tossiche (ad esempio, foglie e radici oppure foglie e frutti) quindi non vanno confuse.

Cosa ne pensa dello stato di salute in Italia della ricerca attorno alle molecole naturali? 

C’è un grande interesse nel settore della ricerca per questi prodotti spesso definiti “nutraceutici”; denominazione che porta a una grande confusione sul mercato. Infatti, i nutraceutici non hanno una specifica valenza commerciale e possono rientrare nella classe degli integratori alimentari o dei prodotti di medicina tradizionale. Questo crea confusione nel mondo scientifico e ancor più nel consumatore. I prodotti a base di componenti botaniche possono avere utilità ma solo se vengono utilizzati in modo idoneo. Quando venduti come integratori alimentari non possono vantare proprietà terapeutiche ma purtroppo spesso si sente pubblicizzare il contrario.

Ritiene che lo studio delle sostanze derivanti da piante e dai loro possibili effetti debbano essere approfonditi? Se sì, come 

Come dicevo precedentemente, il mondo dei prodotti a base di ingredienti botanici merita interesse ma ci devono essere linee guida chiare, specifiche e condivise a livello internazionale che permettano di condurre studi sperimentali appropriati e questo presenta non poche difficoltà.

Cosa intendete per “interazioni tra integratori alimentari/botanici vegetali e farmaci o nutrienti convenzionali”? 

Gli ingredienti botanici contenendo molecole attive possono interferire con l’attività terapeutica di alcuni farmaci o l’assorbimento di alcuni nutrienti. Questo aspetto è spesso sconosciuto ai consumatori che sono liberi di acquistare i prodotti senza consiglio del medico. Per fare un esempio la liquirizia non va consumata da persone che usino anti-ipertensivi,

Le chiediamo una sintesi dei risultati e delle prospettive del vostro studio. 

Nel nostro gruppo lavoriamo sia sugli aspetti positivi degli ingredienti botanici (effetti salutistici) sia sugli aspetti negativi ovvero la identificazione di molecole che possano mettere a rischio la salute del consumatore.

Nel settore degli eventi avversi siamo spesso stati chiamati a identificare l’origine di questi effetti che possono derivare anche da attività illecite, quali l’aggiunta di molecole non ammesse. Il problema non è di facile risoluzione a causa dell’elevato numero di prodotti in commercio e della difficoltà a tenere sotto controllo i mercati paralleli (in particolare le vendite online).  Noi cerchiamo per quanto è possibile di aiutare gli organi di controllo nella sorveglianza di questo mercato.

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