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Incredibile scoperta dei ricercatori del San Raffaele: “Gene che regola Interferone Beta”

Un gene che potrebbe rivelarsi decisivo per contrastare l’insorgenza di infezioni virali e di tumori: la scoperta scientifica, che rischia di apportare numerose novità positive sotto più profili medici, è opera dei ricercatori dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Sr-Tiget) di Milano, così come riportato dall’Adnkronos. Il gene in questione, stando a quanto si legge sulla fonte sopracitata, ha la funzione di agire “come interruttore per la produzione di interferone beta (β), una molecola chiave per difendere l’organismo da virus come il Sars-CoV-2 di Covid-19 o dallo sviluppo di tumori”. Insomma, il gene in questione sarebbe in grado di regolare un interferone centrale per la vita umana e per l’insorgenza di alcuni tipi di malattie. E la scoperta – come spesso capita in circostanze simili – disegna scenari promettenti, per quanto siano tutti da scoprire. A coordinare i lavori degli scienziati – va sottolineato – è stato il professor Renato Ostuni. Sullo sfondo di questa notizia, ma neppure troppo, risiede la possibilità di procedere mediante evoluzioni relative alla terapia genica, che è uno dei rami scientifici che risulta attraversare una fase di sviluppo decisivo. Nel corso di queste settimane, in ogni caso, avevamo sentito parlare di interferone Beta in relazione al Covid-19. Qualcuno – come in questo approfondimento del Quotidiano Sanità – ha anche associato il tipo Beta alla cura domiciliare precoce per pazienti paucisintomatici. Lo studio, a dirla tutta, è dello Spallanzani di Roma, dell’Iss e del Cnr. Nel caso del San Raffaele, però, il Covid-19 è solo uno dei possibili bersagli delle risultanze dello studio scientifico. Il gene al centro delle ricerche degli scienziati del San Raffaele ha un nome: MEF2A. Vedremo nel corso dei prossimi mesi se e quali evoluzioni comporterà questa che è stata annunciata come una scoperta davvero rilevante. Nel sommario dello studio scientifico , che è stato pubblicato sulla rivista Immunity, si apprende qualche informazione in più: “La prostaglandina E2 (PGE2) modula l’attivazione dei macrofagi durante l’omeostasi e la malattia, ma i meccanismi sottostanti rimangono caratterizzati in modo incompleto. Qui abbiamo sezionato le proprietà genomiche dei geni indotti da lipopolisaccaridi (LPS) la cui espressione è antagonizzata da PGE2”. Sarebbe dunque la prostaglandina E2 a svolgere un ulteriore ruolo determinante.

Redazione

Articolo scientifico pubblicato su Immunity

 

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