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Novità dalla ricerca: scoperto gene legato al sarcoma di Ewing

OTUD7A: a qualcuno potrebbe sembrare solo una sigla asettica e priva di significato, ma in realtà si tratta del gene che in qualche modo contribuisce allo sviluppo del sarcoma di Ewing. Prima di giorni fa, non lo sapevamo. Solo da qualche tempo possiamo “responsabilizzare”, per così dire, proprio quel gene specifico. Chiediamoci anzitutto cosa sia la malattia in questione. Secondo quanto ripercorso sul sito dell’Airc, per sarcoma di Ewing “…si indica una famiglia di forme tumorali che possono essere localizzate in aree diverse del corpo, ma che hanno un’origine comune e caratteristiche simili dal punto di vista istologico e genetico”. E ancora, specifica la fonte citata: “Queste forme tumorali provengono da cellule staminali indifferenziate di origine mesenchimale o neuroectodermica, cioè da quei tessuti che, nell’embrione, danno origine al sistema muscoloscheletrico e nervoso”. La notizia relativa alla nuova scoperta scientifica è rimbalzata di quotidiano in quotidiano soprattutto perché, sulla base delle recenti risultanze, potrebbe essere tracciata una strategia in grado di bloccare l’azione della proteina coinvolta nella formazione del sarcoma. Come si legge su IlGiornale.it, del resto, la ricerca scientifica deriva dal lavoro degli scienziati della Università della Carolina del Nord e del Lineberger Comprehensive Cancer Center. Trattasi, insomma, di una ricerca scientifica dal tenore internazionale. Dato che agli studiosi che hanno partecipato allo studio sembrerebbe essere ormai chiaro quale sia il meccanismo alla base della progressione del sarcoma – molto dipenderebbe dal ruolo del gene individutato -, si sta procedendo attraverso nuove ipotesi di lavoro tutte accomunate dal tentativo di porre un freno al gene. Per questo scopo, viene coinvolta – come capito spesso ormai, quando si tratta di tentare sperimentazioni innovative ma potenzialmente decivise – l’intelligenza artificiale, che potrebbe così risultare decisiva. Ma le novità attorno al sarcoma di Ewing non sono finite qua: solo qualche settimana fa, l’agenzia Ansa ha riportato un’ulteriore novità, che è questa volta relativa ad una tipologia specifica di biopsia dal carattere luquido. Una biopsia che dovrebbe essere in grado di sì di diagnosticare ma anche di tenere sotto controllo la progressione del tumore. Non si può ancora cantare vittoria, ma la scienza, che mai come in questi ultimi due anni sembra aver assunto un carattere centrale per le vicende della intera umanità, è all’opera per cercare di contrastare al meglio anche questa famiglia di tumori infantili.

Questo, infine, è il lavoro citato sull’articolo de IlGiornale.it

Redazione

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