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Così Medicus Mundi Italia opera in favore delle persone ai margini del mondo

Medicus Mundi Italia è una realtà importante per la cooperazione internazionale. Una realtà che opera in zone complesse, per usare un eufemismo, dove il diritto alla salute rappresenta spesso e volentieri una conquista da raggiungere. Medicus Mundi Italia ha realizzato così tanti progetti in favore delle persone che, usando le categorie linguistiche e pastorali di papa Francesco, vivono nelle “periferie economico-esistenziali”, diventa difficile fotografare con esaustività l’attività di questa Ong. Per raccontare con completezza struttura, organizzazione e progetti di Medicus Mundi Italia, abbiamo intervistato il professor Giampiero Carosi, presidente di questa Ong, ed il direttore Massimo Chiappa. 

Come siete organizzati?

Medicus Mundi Italia è una ONG specializzata nella cooperazione sociosanitaria internazionale e che fa parte di Medicus Mundi International, Network Health for All!, riconosciuto dall’OMS. 

Da più di 50 anni realizziamo progetti e programmi per contribuire a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi socio-sanitari in contesti fragili e per comunità vulnerabili di Paesi a risorse limitate. Negli ultimi anni i nostri sforzi si sono concentrati maggiormente in Paesi dell’Africa Sub-Sahariana. Attualmente siamo attivi in Burkina Faso, Mozambico, Kenya, Burundi e Brasile. In Italia, dal 1988 realizziamo, in collaborazione con l’Università di Brescia, un corso breve di aggiornamento in Malattie Tropicali e Medicina Internazionale e, ci occupiamo anche di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale e di servizio civile volontario in Italia ed all’estero. La governance dell’associazione è garantita dall’Assemblea dei Soci, da un Consiglio Direttivo, un Organo di Controllo e un Collegio dei Probiviri. La gestione operativa è garantita da uno staff in Italia coordinato dal Direttore, e da rappresentanti paese, cooperanti espatriati e staff locale (medici, infermieri, logisti e amministratori) nei Paesi di intervento. In Italia collaborano con l’associazione decine di volontari medici, operatori sanitari e altri volontari per le attività di formazione e la realizzazione di eventi, campagne ed iniziative di sensibilizzazione, promozione e raccolta fondi sul territorio.

Medicus Mundi Brasile

Su quali progetti vi state concentrando?

I progetti che stiamo realizzando sono essenzialmente interventi di primary health care, con attenzione particolare alle salute materno-infantile, alla lotta alla malnutrizione, all’HIV e alla tubercolosi.

In Burkina Faso, paese caratterizzato da una situazione generale di forte insicurezza, stiamo portando avanti un ampio programma di lotta alla malnutrizione acuta e cronica nella regione del Centro Ovest, che ci ha affidato la Agenzia Italiana per la Cooperazione all’ Sviluppo (AICS).  In Mozambico, con contributi ancora di AICS e di altri donatori, stiamo realizzando interventi di estensione dei servizi di salute comunitaria nella Provincia di Inhambane, attraverso l’azione delle Brigadas Moveis (equipe sanitarie mobili), la prevenzione, lo screening ed il trattamento dell’infezione da HIV e della TB, in collaborazione con l’Università di Brescia.  Nel 2021 abbiamo inoltre avviato un nuovo progetto, sempre in collaborazione con l’Università di Brescia e con il contributo di Fondazione Cariplo, per la sperimentazione e l’uso ospedaliero di apparecchi low-tech per l’assistenza respiratoria per adulti e in ambito pediatrico (non esistono attualmente respiratori pediatrici in tutto il Mozambico!). In Kenya, sempre con contributi di AICS e di altri donatori, stiamo realizzando un progetto in vari slum di Nairobi, per favorire l’integrazione tra comunità e sistema sanitario al fine di combattere lo stigma e favorire attività di testing, counselling e trattamento di giovani HIV+, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità; ed un progetto che rafforza il sistema comunitario di accesso ai servizi socio-sanitari per bambini e bambine con disabilità. In Burundi, all’interno della rete “ATS Kiremba”, diamo priorità ad un progetto co-finanziato dalla CEI, per il miglioramento dei servizi di salute primaria nel Distretto Sanitario di Kiremba. In Brasile proseguiamo nel sostegno al partner locale “ASA Dos Pretos”, per migliorare l’accesso ai servizi di salute primaria da parte della popolazione vulnerabile di Cidade Olimpica, a Sao Luis del Maranhao. In ogni intervento diamo massima alla formazione ed aggiornamento professionale degli operatori socio-sanitari

Medicus Mundi Mozambico

Con quali realtà collaborate?

Per poter realizzare al meglio i nostri progetti, ci avvaliamo della collaborazione di diverse realtà. Si mantiene prioritaria e si rafforza la collaborazione con l’Università di Brescia, per il supporto alle attività di formazione, di ricerca operativa sul campo e di validazione scientifica di buone pratiche assistenziali. Inoltre, volendo agire su fattori economici, sociali, ambientali, oltre che di accesso ai servizi sanitari, determinanti per lo stato di salute inteso come benessere generale della persona, MMI si propone di integrare i progetti socio-sanitari in programmi di sviluppo multisettoriali, in partenariato con altre ONG, soggetti no profit, Università e vari enti locali, con azioni di sviluppo sociale, educazione ed emancipazione delle donne, sviluppo agricolo, microcredito, ecc. Medicus Mundi è socio di FOCSIV-Volontari nel mondo, di AOI (Associazione delle ONG Italiane), del Network Italiano Salute Globale, di CoLomba (Cooperazione Lombardia), dell’Istituto Italiano della Donazione. Condivide la sede di Brescia in coworking con l’ONG No One Out con cui collabora stabilmente anche in Mozambico e Kenya e nell’azione di educazione alla cittadinanza globale e in progetti di servizio civile universale in Italia e all’estero.

Medicus Mundi Burundi

Quali problemi sono sorti per la vostra attività in funzione della pandemia?

Nel 2020, l’impatto della pandemia da COVID 19, ha causato una parziale sospensione, ritardi esecutivi e ha reso necessaria la rimodulazione della maggior parte dei nostri progetti all’estero, mantenendo peraltro l’integrazione e il rafforzamento di attività di prevenzione igienico-sanitaria e del contrasto alla diffusione della pandemia. In nessun caso però la nostra azione è stata interrotta o annullata. E’ già evidente come la pandemia abbia causato centinaia di milioni di nuovi poveri, senza accesso a assistenza sanitaria, acqua pulita, servizi igienici, specialmente nei Paesi a risorse limitate. Altrettanto evidente è l’impatto negativo sul trattamento dell’infezione da HIV, tubercolosi e malaria, programmi di vaccinazione, cure di base materno-infantili, ricoveri ospedalieri. Per l’Africa COVID-19 si è aggiunta come prioritaria fra le emergenze sanitarie: l’urgenza di porre fine all’attuale pandemia tuttavia non deve mettere in secondo piano la lotta ad altre malattie che colpiscono le comunità più vulnerabili nei Paesi a risorse più limitate. E questo è purtroppo quanto è successo e sta succedendo nei contesti in cui noi operiamo, specialmente nell’Africa sub-shariana.

Medicus Mundi Mozambico

Come vi vedete tra dieci anni?

Vista la continua evoluzione e i rapidi cambiamenti all’interno di contesti sempre più globalizzati e interdipendenti è molto difficile riuscire a vedere o anche solo immaginare un orizzonte così lontano. 

Possiamo affermare però che nei prossimi anni l’Africa Sub-sahariana continuerà ad essere la principale area di intervento di Medicus Mundi Italia, e che il nostro impegno continuerà ad essere focalizzato sulla lotta alle malattie infettive endemo-epidemiche (in particolare HIV/AIDS, TB e Malaria), alla malnutrizione infantile (primo fattore di esposizione all’aggressione di patologie infettive e non) e in generale alla promozione della salute materno-infantile. Siamo altrettanto certi che i nostri interventi, come ormai accade da diversi anni, saranno realizzati in forma consortile con altre ONG e inseriti in programmi di sviluppo non solo sanitario, ma anche sociale ed economico. Come è stato messo in evidenza dal CIVIL20 (gruppo di rappresentanza della società civile) nel corso del Global Health Summit di Roma del 21 maggio scorso, la pandemia ha evidenziato quanto la salute, l’ambiente, lo sviluppo e le comunità siano strettamente collegate. Sarà possibile uscire da questa emergenza, ed affrontare questa e nuove emergenze sanitarie solo attraverso l’accesso libero, globale e collettivo ai vaccini e a efficaci presidi di trattamento e cura. Anche per il mondo della società civile e quindi per Medicus Mundi, diventerà sempre più importante muoversi all’interno di contesti interconnessi e sviluppare iniziative che promuovano la copertura sanitaria universale al fine di favorire un accesso globale, equo e conveniente a servizi sanitari di qualità per tutte le persone (promozione, prevenzione, cura e riabilitazione), contribuendo al miglioramento della salute, alla lotta alle malattie e alla riduzione della povertà. Sarà sempre più importante agire sui diversi determinanti della salute, poiché condizioni di vita malsane, unitamente alle disuguaglianze socio-economiche e di genere, violenza, ingiustizie, ecc. sono le principali cause di malattia e morte.

Medicus Mundi Burkina

Parlateci dei vostri risultati conseguiti nel corso della vostra attività.

In più di cinquant’anni di attività, Medicus Mundi Italia ha realizzato oltre 150 progetti di cooperazione socio-sanitaria in Africa, Asia e America Latina. Negli ultimi anni i nostri progetti hanno raggiunto centinaia di migliaia di persone vulnerabili, in particolare donne e bambini, giovani affetti da HIV e tubercolosi, che vivono ai margini della società, in comunità di aree rurali remote o di estreme periferie urbane.  Ciò di cui andiamo particolarmente fieri sono i risultati ottenuti con la sperimentazione e la messa in atto di buone pratiche di salute, talvolta anche innovative, per garantire l’accesso a servizi sanitari per la popolazione più vulnerabile, promuovendo servizi di base ma che devono essere anche di qualità. Risultati ottenuti ad esempio in Burkina Faso con l’introduzione di buone pratiche di alimentazione esclusiva al seno per mamme con bimbi da 0 a 6 mesi e  di supporto nutrizionale per bimbi da 6 a 23 mesi. Ovvero in Mozambico con la messa in pratica di un modello efficiente e diffuso di Brigadas Moveis, con l’introduzione direttamente in comunità del trattamento dell’infezione da HIV (TARV mobile), e della diagnosi rapida e capillare della tubercolosi. Buone pratiche che sono validate scientificamente, realizzate in collaborazione e con l’approvazione delle autorità sanitarie locali, e quindi modulabili e replicabili in altri contesti ove si manifestino gli stessi bisogni, e siano estendibili su una scala più ampia di intervento. 

Medicus Mundi Mozambico

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