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Open Zone

Che cos’è OpenZone

OpenZone è un campus scientifico che sta progredendo in contenuti e struttura con estrema velocità. Situato a Milano, OpenZone è un’altra delle realtà italiane che ha puntato forte sulla innovazione tecnologica e sul biotech, consentendo al sistema-Paese di crescere nel suo complesso. Per analizzare al meglio le prospettive future ed i risultati raggiunti sino ad oggi da questo campus scientifico, abbiamo intervistato il dottor Fabrizio Conicella, che è il General Manager di OpenZone, che ringraziamo per la disponibilità. Ben 29 aziende compongono un universo che, occupandoci di raccontare questi settori, non potevamo che approfondire.

Fabrizio Conicella General Manager OpenZone

Che cos’è e come è strutturato OpenZone?

OpenZone è un campus scientifico dedicato alla Salute situato alle porte di Milano, nato per volontà del gruppo Zambon con la missione di creare valore in modo unico nel settore della salute e delle scienze della vita, promuovendo una community dinamica e favorendo l’accesso a competenze e capitale. OpenZone, che ospita imprese della biotecnologia, della farmaceutica, della terapia genica avanzata e dell’ICT, è un luogo di scambio di conoscenze fondato sull’innovazione aperta, concepito con l’obiettivo di creare ponti tra mondi, linguaggi e competenze diverse. È una realtà che sta evolvendo velocemente. Siamo convinti che sia necessario mettere a fattor comune le idee e il contributo di tutti per alimentare l’ecosistema dell’innovazione, creando valore ed essendo riconosciuti a livello globale.

Nella sua volontà di attirare un numero sempre maggiore di scienziati, ricercatori, imprenditori e imprese, OpenZone propone i suoi spazi a quanti vogliano entrare a far parte di questo ecosistema e alimentare, così, nuove idee e relazioni in grado di far nascere sinergie importanti.

Perché vi qualificate come realtà innovativa?

Perché OpenZone nasce proprio dall’idea di innovazione, quella aperta, accessibile e condivisibile. E proprio da questa idea il campus ha costruito negli ultimi anni il suo patrimonio fatto di progresso scientifico, di iniziative imprenditoriali e di capitale umano. L’idea, però, rappresenta le fondamenta della realtà: OpenZone è un campus che offre alle persone che lo vivono spazi di lavoro, di ricerca, di condivisione formale e informale e di svago con l’obiettivo di creare una comunità di innovatori che vivano con serietà la responsabilità della salute delle persone.

Per dare un esempio di come OpenZone sia continuamente alla ricerca di nuova linfa innovativa, basti pensare a Open Accelerator, il programma di accelerazione per startup in grado di cambiare il ruolo della salute, nato proprio all’interno del campus nel 2016 grazie all’iniziativa di ZCube, Zambon Research Venture. L’obiettivo del progetto è quello di scovare e supportare realtà interessanti che, attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, stanno progettando nuove soluzioni per i pazienti lungo tutto il patient journey, dalla prevenzione alla diagnosi, dalla gestione della malattia fino al follow-up.

Quali realtà fanno parte di OpenZone e su quali aspetti scientifici vi siete soffermati?

Il valore di OpenZone nasce dalle imprese del campus. Oggi sono 29 le aziende che ne fanno parte, tra cui alcune delle principali realtà biotecnologiche, farmaceutiche e di terapia genica avanzata a livello nazionale e internazionale. Realtà importanti come AGC Biologics, Axxam, Erydel e startup, come ad esempio Diadem, Apply, Kiwi, hanno deciso di sposare il progetto OpenZone, ma non sono le uniche: anche società quotate come DiaSorin e Nicox fanno parte del campus insieme, ovviamente, a tutto l’ecosistema del gruppo Zambon che di OpenZone ne è il promotore principale. Tutti gli zoner contribuiscono con la loro attività alla crescita di un ambiente dinamico e votato al futuro che condivide il benessere del paziente e il progresso scientifico-tecnologico.

Ci parli dei progetti relativi al vostro polo scientifico. 

Nel corso della sua storia OpenZone ha dato origine a importanti storie di successo, ed è una grande soddisfazione vedere ricercatori e imprenditori che hanno saputo creare e ricreare le condizioni per nuove opportunità, trasformando i risultati della ricerca in impresa. Ma essendo l’innovazione, per natura, sempre in moto, anche OpenZone non intende fermarsi: è per questo che il campus sta raddoppiando come dimensioni e come investimenti. Infatti, arriverà a coprire una superficie di 37mila metri quadrati entro il 2022. A oggi, OpenZone dispone di 16.500 mq dedicati ad uffici, 10.500 mq di laboratori (di cui 1.600 Good Manufacturing Practices) e ospita circa 800 persone, che diventeranno 1.200 nei prossimi anni.  Il nuovo contesto in cui viviamo ci invita a riflettere sul futuro, soprattutto perché negli ultimi mesi abbiamo capito quanto sia importante la relazione tra persone e colleghi. Un luogo come OpenZone diventa ancor più importante oggi, e domani, per poter generare creatività, idee e relazioni proficue.

 

OpenZone Campus

 

Perché in Italia si parla poco di realtà come le vostre e perché invece si dovrebbe

La scienza e le biotecnologie pagano sicuramente il fatto di essere temi difficili da comprendere e dal linguaggio generalmente poco accessibile. La tecnologia, invece, in Italia è storicamente vista sempre con un po’ di diffidenza perché porta cambiamento che non sempre è visto di buon occhio. Credo però che siano entrambe tendenze che, negli ultimi anni, si stiano rivalutando e che stiano andando incontro al grande pubblico grazie anche a iniziative che generano valore per le comunità locali e nazionali. Sta aumentando, in generale, l’interesse dell’ecosistema nei confronti delle scienze della vita e del digitale applicato alla salute, ne è un esempio l’ultima fotografia scattata da Assobiotec in Italia che vede il comparto in costante crescita e trainato da realtà innovative che fanno emergere il nostro Paese anche nel confronto europeo.

In Italia l’ecosistema dei Parchi Scientifici Tecnologici, che in alcuni casi fungono anche da acceleratori e incubatori, svolge un ruolo importante per la crescita di realtà dallo spirito pionieristico che possono contribuire al miglioramento della salute dei pazienti, ma anche dell’economia delle comunità di riferimento. OpenZone, per esempio, è molto radicato nel territorio e nel tessuto sociale che lo circonda e contribuisce alla vivacità di un’intera area alle porte di Milano e della Lombardia in generale.

Far crescere il dibattito intorno a poli scientifici come il nostro e portare a conoscenza il grande pubblico dei traguardi raggiunti sarà la sfida del futuro che permetterà ai parchi di diventare realtà sempre più mature e alla comunità di recepire e comprendere valore e vantaggi portati dalla scienza senza alcun tipo di pregiudizio. Per farlo sarà fondamentale saper avvicinare mondi e linguaggi lontani, crescere attraverso la condivisione e lo scambio continuo, “nutrire” l’ecosistema di competenze, esperienze, relazioni che permettono di fertilizzare il contesto circostante.

Con quante e quali realtà internazionali e nazionali collaborate e come?

Da soli non si va lontano, per questo crediamo che la collaborazione con i nostri stakeholder sia una delle principali leve di crescita e sviluppo di OpenZone.

Questa visione vede, per esempio, una sua espressione nella nostra adesione a InnovUP di cui ricopro con onore la carica di vicepresidente. Stiamo lavorando assiduamente con tutti i soci per unire e rafforzare la rete dell’imprenditorialità innovativa italiana.

Siamo, inoltre, soci di IASP, il network mondiale dei parchi scientifici, siamo membri di CEBR (Council of European BioRegion), la rete europea dedicata alla scienze della vita e aderiamo al Cluster Lombardo Scienze della Vita, il network che riunisce tutti gli attori pubblici e privati attivi in ambiti quali diagnostica, terapie avanzate, farmaceutica, medical device e tecnologie applicate alla salute per favorire il progresso delle scienze della vita in Lombardia.

Infine, abbiamo recentemente firmato un protocollo d’intesa con il polo scientifico cinese TusPark per creare un asse sinergico utile a far crescere i nostri rispettivi ecosistemi grazie allo scambio di conoscenze ed eseprienze oltre che a scovare nuovi e promettenti innovatori nei campi delle scienze della vita e della digital health.

Fb

Render espansione OpenZone 2022

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