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Dottor Daniele Malacarne

La futuribilità della rete d’impresa per il futuro dell’Italia

La rete d’impresa può diventare uno strumento essenziale per lo sviluppo del settore del biotech in Italia. Sembra esserne convinto il dottor Daniele Malacarne, Legal specialist di MAGI Group. L’innovazione tecnologica nel Belpaese passa pure attraverso nuove forme d’organizzazione aziendale. MAGI Group, in questo senso, ha avviato un percorso che potrebbe essere imitato anche altrove. Non solo: stando alle riflessioni del dottor Malacarne, pure la pandemia, con tutto quello che comporta, può alimentare l’evoluzione delle modalità organizzative di un’azienda. La parola chiave è sinergia. Senza la naturale ricerca di rapporti interaziendali in grado di apportare novità al contesto industriale italiano, del resto, le multinazionali potrebbero rivendicare una sorta di monopolio. Prima di approfondire, però, bisogna comprendere a pieno cosa sia una “rete d’impresa”.

Dottor Malacarne, che cos’è una rete d’impresa?

“La disciplina civilistica del Contratto di Rete è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 2009 prevedendo la c.d. Rete-Contratto in cui “due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato” (art. 3, co. 4 ter, D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con L. 9 aprile 2009, n. 33). Si tratta del modello contrattuale “puro” di Rete di Impresa. La disciplina del Contratto di Rete è in continua evoluzione; si sono susseguite nel tempo moltissime modifiche alla normativa originaria. In particolare, variazioni sostanziali alla normativa relativa alla stipulazione dei “contratti di Rete” sono state introdotte dall’art. 45 del D.L. n. 83/2012 (decreto Crescita), convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, e poi dall’articolo 36 del D.L. n. 179/2012 (Decreto Crescita-bis), convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221”.

Ritiene che sia una formula vincente e futuribile? Perché

“Sì, ritengo che tale formula sia assolutamente vincente e si sta rivelando forse la più adatta ad intercettare anche le esigenze di collaborazione e partnership interaziendale nell’era covid e post-covid”.

Lei lavora in MAGI Group, che è organizzata secondo la formula della rete d’impresa. Come siete strutturati e quali tipologie di condivisione aziendale avete programmato?

“A inizio 2020 è stato stipulato il contratto di rete tra MAGI’S LAB srl, MAGI EUREGIO SCS ed EBTNA-LAB impresa sociale srl che ha portato alla nascita della rete “MAGI GROUP” al fine di promuovere un progetto volto a realizzare obiettivi comuni nel campo della genetica medica, della bioinformatica, delle biotecnologie e della ricerca scientifica ad esse connessa con lo scopo principale di accrescere la competitività interaziendale mantenendo però alta la qualità dell’offerta nei rispettivi settori con l’ausilio di rispettive risorse umane e tecnologiche e di garantire una sostenibilità economica che risulta essere sempre più difficile per le piccole imprese nei confronti dei grandi gruppi multinazionali”.

Un conto sono i proclami, un altro l’efficacia: quali sono gli strumenti utili per far sì che una rete d’impresa produca davvero risultati concreti?

“Gli strumenti per avere una piena attuazione del Contratto di Rete sono sia interni alla rete stessa che esterni: da un lato deve essere “interiorizzato” dal personale e dagli amministratori un processo che può essere una vera e propria rivoluzione in ambito organizzativo e gestionale, dall’altro servirebbero alcuni interventi chiarificatori e attuativi della normativa vigente da parte del legislatore nazionale”.

In Italia sembra esserci un po’ di difficoltà nel procedere secondo lo schema che avete messo in campo, ad esempio, in MAGI Group. Troppe gelosie aziendali? Eppure, soprattutto in campio biomedico ed in quello del biotech, ci sarebbe necessità di costruire sinergie…

“Sono d’accordo. Per le aziende che afferiscono alla Rete MAGI GROUP questo processo era già un percorso naturale e che di fatto ha solo sancito giuridicamente un’iniziativa che si stava già delineando da qualche anno; molte aziende, invece, faticano ad attivare la Rete di Impresa perché è una via intermedia di gestione che crea insicurezza per chi ragiona secondo vecchi schemi. Oggi la vera sfida, però, sarà proprio quella di saper utilizzare e cavalcare le migliori opportunità – anche dal punto di vista gestionale e finanziario – che il legislatore offre”.

Quale prospettive per la vostra rete d’impresa?

“Le sfide per la Rete MAGI GROUP sono molteplici: dal settore “storico” della genetica medica soprattutto nel saper interpretare con la consueta futuribilità applicativa le innovazioni che si succedono ad un ritmo super accelerato, lo sviluppo del campo biotech con la declinazione della expertise pluriennale in alcune branche specialistiche della medicina e la produzione di integratori e dispostivi medici che possano dare risposte concrete ai bisogni dei malati”.

 

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