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Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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La riscoperta dei farmaci derivanti da molecole naturali

Sostanze naturali e farmacologia formano un binomio inscindibile che non tutti accettano. Eppure, nonostante le tante perplessità circolanti, è una nota dell’Aifa a sottolineare come, in specie per via degli approcci genomici e metabolimici, si stia assistendo ad una vera e propria “riscoperta” della ricerca attorno alle molecole naturali. In questo articolo, viene citato uno studio preciso: una pubblicazione apparsa su Nature Reviews Drug Discovery, che presenta le firme di Alan L. Harvey, RuAngelie Edrada-Ebel e Ronald J. Quinn. Bene, gli autori di quel testo scrivono che “ci sono motivazioni forti per rivisitare i prodotti naturali per la scoperta di farmaci”. Una posizione che potrebbe essere condivisa soprattutto da chi ritiene che la sintesi molecolare chimica possa avere aspetti quantitativamente limitati. E ancora – annotano i ricercatori – : “Storicamente, i prodotti naturali derivati dalle piante e dagli animali sono stati la fonte di quasi tutte le preparazioni di medicinali e, più di recente, hanno continuato a entrare in studi clinici o a fornire le basi per composti in sperimentazione, in particolare gli antitumorali e gli agenti antimicrobici”. Insomma, è la stessa storia della farmacologia ad indicare l’esistenza di un rapporto consolidato tra le molecole naturali e la ricerca medico-scientifica. Il dato cui fanno riferimento gli autori dell’articolo scientifico è rilevante in percentuale. Se non altro perché nella nota dell’Aifa si parla di un 34% dei “farmaci approvati dall’FDA tra il 1981 e il 2010”: è una statistica su prodotti derivanti da molecole naturali. Vuol dire, in buona sostanza, che una buona parte delle approvazioni ha interessato quella tipologia di farmaco. Nessuno, neppure tra i ricercatori dell’articoli apparso su Nature, nasconde la sussistenza di “perplessità”. Anzi, sono stati gli stessi autori della pubblicazione scientifica a notare come persistano delle “preoccupazioni legittime”. Ma che si stia muovendo qualcosa in favore ed in funzione dei farmaci d’origine naturale è ormai un fatto assodato. Si pensi, a titolo esemplificativo, agli antimicrobici, su cui gli autori si soffermano: “I prodotti naturali hanno fornito le basi per la maggior parte delle classi di antibiotici, tra cui i β-lattamici, gli aminoglicosidi, i macrolidi, le tetracicline, le rifamicine, i glicopeptidi, le streptogramine e i lipopeptidi. Dal 2000, sono stati lanciati 22 nuovi antibiotici per uso umano, ma solo cinque di questi rappresentato nuove classi di sostanze…”. Vengono ovviamente rimarcati pure problematiche e limitazioni, ma tra tante difficoltà emergono pure aspetti positivi: “Lo screening di prodotti naturali – si legge sempre sull’approfondimento pubblicato dall’Aifa – può essere più efficace dello screening di collezioni di composti convenzionali, perché la forma più complessa e le dimensioni maggiori dei prodotti naturali aumentano le possibilità che questi ultimi possano perturbare le interazioni tra grandi aree delle proteine coinvolte..”. Tra positività e negatività, la riscoperta delle sostanze naturali ai fini farmacologici è un punto su cui anche l’Agenzia Italiana del Farmaco ha voluto dire la sua.

 

La Redazione

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