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Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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professor Stefano Fais
Professor Stefano Fais

Perché gli esosomi saranno decisivi per il futuro

Il professor Stefano Fais è un dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità. Già noto per le sue pubblicazioni e per le sue ricerche, il professor Fais ha accettato di affrontare con noi alcuni argomenti che riteniamo centrali alla luce dello sviluppo delle sue ricerche. Dagli esosomi al futuro delle molecole naturali, passando per gli errori di approccio che sarebbero stati commessi attorno al biotech nel corso di questi anni, partendo da questo studio pubblicato su PubMed.

 

Quali sono i principali focus del vostro studio?

In realtà quello è un commentary o un highlight nei confronti di un altro articolo allegato (iessi et al 2017). Quell’articolo dimostrava che le nanovescicole, chiamate esosomi, rilasciate da macrofagi primari umani sono in grado di trasportare efficientemente nelle cellule tumorali una molecola chiamata Acridine Orange (AO), che ha la proprietà di funzionare sia da tracciante che da molecola terapeutica se colpito da luce fluorescente o Rx. Negli esosomi AO uccide le cellule tumorali fino a decimarle. Quindi, nel commentary si propone l’uso degli esosomi caricati con AO per la Terapia + diagnostica dei tumori chiamata anche “Teranostica”.

Lei è convinto della futuribilità degli esosomi. Perché?

Gli esosomi sono la più grande scoperta degli ultimi decenni , destinati a cambiare radicalmente le conoscenze sul funzionamento del corpo umano e di tutti gli esseri viventi, comprese le piante e gli organismi unicellulari. Sono trasportatori naturali di qualsiasi molecola compresi gli acidi nucleici e quindi anche i virus. Sono i trasportatori naturali di anticorpi terapeutici , come abbiamo dimostrato in un articolo appena uscito, e quelli rilasciati dalle piante anche di fitocomplessi contenenti gli integratori più importanti complessati fra di loro.

Che cos’è la terapia fotodinamica?

La terapia fotodinamica è , come accennavo prima, una terapia basata su molecole che divengono attive una volta esposte a raggi luminosi di diversa frequenza. Noi abbiamo studiato l’arancio di acridina, ma di grande interesse sono una serie di molecole naturali , come per esempio la melanina.

Cosa ne pensa del futuro scientifico delle molecole naturali?

Ne penso bene, ma credo alla luce della scoperta degli esosomi, bisogna ripensarle completamente. I metodi di estrazione antichi, che prevedono anche l’uso di alcoli, propongono composti a bassissima efficienza. Il futuro sarà dei metodi che non prevedono estrazioni secondo procedimenti antichi. Bisogna pensare ad ottenere esosomi.

Come vede l’apporto del biotech allo studio ed alla ricerca nel campo delle molecole naturali (oggi e in prospettiva).

Le biotech ad oggi hanno abbastanza fallito, rispetto a quanto ci si aspettasse, e probabilmente la causa è stata considerare che l’ottenimento di molecole terapeutiche sintetiche fosse la strada, ma il grande numero di fallimenti, di cui si parla poco, è la dimostrazione che questo approccio era ed è sbagliato.

Quindi lei, Professore, è per la integrazione dei saperi e per la creazione di una medicina integrata?

Ne ho già parlato ne “La Medicina è una sola”, libro che ho pubblicato per Scienza e Conoscenza. Nello specifico, nell’opera ho scritto che “come scienziato non mi interessa attribuire grande importanza a termini quali Medicina non convenzionale, integrata, alternativa. Per me, nella scienza, la cosa realmente importante è mantenere un approccio alla procedura sperimentale aperto, privo di chiusure aprioristiche e dogmatiche, tale per cui ciò che a prima vista potrebbe apparire come un errore, o qualcosa di insignificante, potrebbe al contrario rivelarsi una grande scoperta se solo siamo capaci di cambiare l’angolazione, la prospettiva, da cui osserviamo il fenomeno in esame”.

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