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Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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Perché sentiremo parlare sempre di più di molecole naturali del mare

Proseguiamo il nostro percorso all’interno degli approfondimenti riguardanti le molecole naturali. Quanto sono importanti le molecole che rintracciamo dal mare? TheBlueChemistryLab, un gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Valeria Costantino, è convinto della centralità di questa risorsa. Non solo: nuove ricerche hanno prodotto – come spesso accade – nuovi interessantissimi risultati, come la scoperta di una nuova famiglia di molecole peptidiche. Per comprendere qualcosa in più, abbiamo intervistato proprio la professoressa Costantino, che è  docente di Chimica organica e Laboratorio di Chimica delle Sostanze Naturali presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli. Consigliamo ai lettori, per un ulteriore approfondimento, la lettura di questo studio. Peptide/Polyketide Molecules From Marine Macro and/or Microorganisms pubblicato nel 2020 su Frontiers, una prestigiosa rivista scientifica.

Che cosa sono

Sono molecole naturali ampiamente presenti sia in macrorganismi marini come i poriferi, comunamente noti come spugne, sia in microrganismi. Rappresentano un esempio della biodiversità offertaci dal mondo marino che si traduce in una ampia possibilità di applicazioni in ambito biotecnologico.

Quali utilizzi avete scoperto (o quali utilizzi esistono in genere)?

Il gruppo di ricerca che coordino, TheBlueChemistryLab, ha isolato una nuova famiglia di molecole peptidiche/polichetidiche, la famiglia degli smenamidi, che sono attive nel bloccare la proliferazione di cellule tumorali.

Quale potrebbe essere la prospettiva futura di queste molecole?

Gli smenamidi sono lead compounds nell’ambito della drug discovery. Questo significa che sono composti guida nella progettazione di nuovi farmaci antitumorali. In altre parole, una nuova possibilità di cura per tumori solidi.

Cosa ne pensa dello stato dell’arte sulle molecole naturali (c’è un grande dibattito sull’avvenire delle molecole naturali come saprà…)?

Le molecole naturali sono il nostro passato, il presente e il futuro. Basta citare la ben nota penicillina, farmaco derivato da un microrganismo, che dalla fine della Seconda guerra mondiale ha cambiato la storia di tutta l’umanità.

Avete conseguito altri risultati in seguito allo studio?

Alessia Caso e Germana Esposito, due giovani ricercatrici del gruppo, hanno realizzato studi successivi e hanno realizzato una library di analoghi degli smenamidi semplificati per capire quale parte della molecola è la parte attiva e necessaria ai fini dell’attività antiproliferativa. Al momento, il gruppo sta affrontando lo studio di una library di molecole, ispirate a molecole naturali, ma create in laboratorio dal gruppo del collega Hichem Jannet dell’Università di Monastir, nell’ambito di una collaborazione internazionale tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Monastir University. Tale progetto si colloca nell’ambito dell’accordo tra varie Università del Mediterranean and Middle East University Network Agreement (MUNA).

Cosa ne pensa del biotech applicato alle molecole naturali e del suo futuro in Italia?

Ci sono grandi possibilità di sfruttare in maniera sostenibile l’enorme potenziale della BlueEconomy nella ricerca biotecnologica applicata. Il mare è una risorsa immensa per il mondo della ricerca, tra gli altri settori. Oggi il mare è l’obiettivo 14 dell’Agenda 2030 dell’ONU. Energie marittime rinnovabili, turismo costiero e bio-prodotti marini per l’alimentazione e la medicina sono alcuni degli obiettivi della European Union Blue Growth Strategy, una delle strategie che ci aiuteranno ad uscire dalla crisi dovuta alla pandemia, più forti e in un ambiente più sano. ll farmaco anticancro Plitidepsina è 30 volte più potente del Remdesivir contro il coronavirus (White et al., Science 371, 926–931 (2021), 26 February 2021) e viene dal Mare! Il mare deve sicuramente essere un obiettivo prioritario per una ricerca transdisciplinare: mi piacerebbe immaginare un hub di laboratori dedicati alla ricerca sul Mare affacciato sul mar Mediterraneo e Napoli come sede del coordinamento della ricerca dei paesi del Mediterraneo. In UniNA ci stiamo lavorando e siamo aperti ad interazioni e collaborazioni

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