La rivista Biotecnologie-news.it è iscritta al n. 1/21 Registro Stampe dd. 29/1/2021, presso il tribunale di Trento.

EBTNA
Bertelli Farmaceutici

Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

ENDOVIR ®

Aziende Innovative

BIOTECNOLOGIE NEWS

Aziende Innovative

IN3 DIAGNOSTIC
ABRES
Stem Sel
Biovecblock
Innoven
Bioecopest
NGB GENETICS
THEOREO
ADAM
Drug Discovery Clinics s.r.l.
O3 enterprise
Novavido
CHEMICARE
Chemicare

Con le donne che combattono il tumore alla mammella: il progetto Onco Hair 

“Chi pensa che con patologie gravi l’ultimo dei problemi siano i capelli e vedersi bene non ha mai avuto il cancro. Non è vanità, vedere il meno possibile i segni della malattia è importante”. È Federica che parla, una donna che ha superato con grinta e coraggio un carcinoma alla mammella e racconta quanto in questa dura prova della vita siano stati importanti i capelli. La loro perdita per via delle cure chemioterapiche è solo un aspetto della malattia, secondario e del tutto reversibile certamente, ma che diventa di importanza primaria se la protagonista lo vede come lo stigma del male inscindibile dalla propria immagine. In questo caso, purtroppo frequente, diventa un ostacolo grave a una vita socio-affettiva normale, aspetto fondamentale per affrontare al meglio le cure. E vincere la battaglia per la vita. Il cancro alla mammella si può sconfiggere,  ma bisogna lavorare anche sulle implicazioni psicologiche della malattia e non sottovalutare la necessità di continuare a vedersi belle, senza i segni evidenti della malattia.

Da queste considerazioni ha preso vita il progetto Onco Hair, un’iniziativa – che ha avuto inizio proprio il giorno della Festa della Donna -, per supportare le donne con maggiore fragilità economica nella battaglia contro il carcinoma alla mammella, il tumore più diagnosticato nel 2020, anno in cui si sono registrati 54.976 casi, il 14,6% di tutte le nuove diagnosi. Si tratta di venticinque protesi tricologiche CNC (Capelli Naturali a Contatto) donate ad altrettante donne che stanno affrontando la chemioterapia per sconfiggere il cancro al seno.

 

Grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e CRLAB, Associazione per il Policlinico Onlus donerà a 25 donne selezionate da un’equipe di oncologi e psicologi del Policlinico di Milano un dispositivo medico che è molto di più di una tradizionale parrucca. Si tratta di una protesi del capillizio altamente personalizzata, un unicum mondiale realizzato totalmente all’interno dei laboratori CRLAB di Zola Predosa (Bologna) e da qui esportato in tutto il globo. Viene creato utilizzando capelli umani, non trattati, inseriti uno alla volta in una sottile membrana polimerica biocompatibile coperta da brevetto. Il processo produttivo, completamente realizzato a mano, comprende 39 fasi ed è interamente certificato secondo lo standard ISO 9001:2008. Uno studio pilota realizzato da Salute Donna Onlus e condotto presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha misurato in 10 punti di miglioramento sulla scala BIS (scala dell’immagine corporea, che va da 0 a 30) l’impatto positivo per le pazienti con recidiva di carcinoma mammario e alopecia recidivante che utilizzano questo dispositivo invece che la parrucca. La calvizie indotta da chemioterapia è forse lo stigma sociale più riconoscibile del tumore, è considerata dal 47% delle donne l’aspetto più traumatico dell’intero percorso di cure, tanto che l’8% di esse vorrebbe rifiutarle proprio per evitare questa perdita. La protesi CNC permette a chi la indossa una vita assolutamente normale, diventa parte integrante del corpo, non va tolta la notte e consente di nuotare, legarsi i capelli e persino farseli tirare.

“Nella guerra contro il cancro – spiega la Presidente dell’Associazione per il Policlinico Onlus Claudia Buccellati – lo stato d’animo di chi combatte è fondamentale. La perdita dei capelli si riflette in maniera molto importante sul benessere psicologico, sull’autostima, sulla sessualità̀, sulle relazioni sociali e sulla percezione di sé. Abbiamo deciso di dare avvio al progetto proprio ascoltando le molte testimonianze delle donne che hanno utilizzato questo presidio medico. Il tumore colpisce tutti, ma non tutti hanno la forza economica per affrontare questa prova con gli strumenti che consentono di viverla al meglio. Vogliamo offrire un supporto alle donne colpite dalla malattia che hanno fragilità economiche, perché avere le armi migliori per combattere il male dovrebbe essere un diritto di tutti”.

Sempre attenta alle fragilità a 360 gradi, la Fondazione Cariplo ha scelto di appoggiare il progetto “per sostenere, in un percorso di cura pesantissimo e sfibrante, donne che non avrebbero potuto permettersi il sistema protesico CRLAB, alleviando almeno un po’ la loro sofferenza psicologica”, ha spiegato Sarah Maestri, componente della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo. “Il racconto della mamma in chemioterapia che, grazie al sistema protesico CRLAB, ha potuto continuare a far giocare il suo bambino con i propri capelli, tranquillizzandolo così rispetto alla malattia, ci ha convinto subito: tutte le donne che lottano contro il tumore alla mammella dovrebbero avere questa opportunità”.

Condividi Articolo

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
GENELAB-SRL
Gibob
ViroStatics
HiQnano
LMPE srl
Graftonica
Genomix 4 Life
EnGenome
3DIFIC
INSIMILI
Clonit
Euleria
Growa