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Ora rinascono le idee di Achille Bertelli: l’iniziativa che raccoglie il testimone scientifico

Così il dottor Matteo Bertelli rilancia la ricerca attorno alle molecole naturali

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L’uomo che ha tracciato il futuro biotecnologico in Italia

Possono passare anche cinquant’anni prima che un settore, per dinamiche che definiremmo del tutto naturale, riprenda vigore. Può essere il caso dell’estrazione delle molecole naturali: attività in cui Achille Bertelli era un maestro assoluto. Forse qualcosa di più, ossia un pioniere, che aveva contribuito ad estendere il valore ed il ruolo dell’Italia nel mondo nel campo della ricerca medico-scientifica, in specie nell’ambito dell’industria farmaceutica. Poi venne il momento della chimica. La farmacologia odierna, però, ha iniziato a raccontare un’altra storia. E i fili si riallacciano alla tela strategica che Achille Bertelli ha tessuto ben prima che molti altri ci arrivassero col ragionamento: negli anni a venire sentiremo parlare molto delle molecole naturali e dei loro utilizzi. Ma chi era questo eclettico personaggio italiano su cui troppi pochi accenti sono stati posti nei libri di storia che si distribuiscono nei licei? “Eclettico” è un aggettivo che può fare al caso nostro. Per quanto proprio la natura eclettica del Bertelli, non ci consente di circoscrivere la sua azione all’interno di un unico e ben delimitato settore. L’attualità delle idee – quella sì – è però descrivibile con maggior facilità: il piano di Bertelli per l’Italia acquisisce di senso, nel contemporaneo, ogni secondo che passa. E non solo per via di qualcuno che si sente ispirato dall’opera del nostro, ma anche a causa di elementi che vanno componendosi così come Achille Bertelli li aveva immaginati. Per esempio con la reductio della chimica, che è ormai un fatto: basti guardare al mercato farmaceutico ed al numero di prodotti derivanti dall’estrazione molecolare che compaiono sugli scaffali. Chi non nota una progressione, può essere in malafede. Oppure può essere vittima di miopia progettuale, ma tant’è. Bertelli, lui sì, ci vedeva benissimo, ed interpretava le necessità del presente e quelle del futuro. Come nel caso della catramina, per cui raccolse l’opinione ed i buoni uffici dei migliori dell’epoca, tra scienziati ed intellettuali. La catramina Bertelli venne presentata con l’ausilio di certe personalità: 15 professori universitari tra i quali Cesare Lombroso, suo caro amico del bresciano, Ernesto Grassi, che era il direttore dell’ospizio esposti e partorienti di Milano ed Enrico Morselli, che ricopriva l’incarico di direttore dell’Istituto psichiatrico di Torino e che poi sarebbe divenuto direttore della clinica psichiatrica di Genova. Con Lombroso, inoltre, ci sarebbe stata un’amicizia speciale. Quello che osiamo definire uno tra i più eclettici degli italiani non si è limitato solo all’industria farmaceutica, no. Si pensi al caso della inaugurazione dell’impianto elettrico sopra Toscolano, installato dalla Società elettrica di Salò. Chi era il commissario? Naturalmente Achille Bertelli, che si è prodigato per servire con l’illuminazione tutta la zona. Ad aiutarlo, in quella circostanza, ci avrebbe pensato il senatore Giuseppe Zanardelli, un altro caro amico del protagonista di questa storia. C’è un altro nome che riecheggia nella vicenda biografica dell’ inventore ed imprenditore bresciano: Gabriele D’Annunzio, non solo per prossimità territoriale ma anche per comunanza antropologica: le pubblicità delle opere di Bertelli vennero spesso affidate al genio del Vate. E Bertelli-D’Annunzio avrebbero costituito peraltro un duo di pubblicitari ante-litteram. Oggi l’opera del pioniere dell’aviazione (Bertelli è conosciuto soprattutto per via della sua passione per l’aviazione, oltre che per i suoi velivoli, e per il brevetto della catramina), può essere continuata da chi, come il genetista Matteo Bertelli, si dichiara ispirato dall’opera del suo predecessore. La produzione di molecole naturali, in specie, può costituire uno dei grandi banchi di prova dell’Italia che verrà. E il dottor Matteo Bertelli, con la sua Magi Group, si propone di raccogliere il testimone scientifico lasciato dal genio dell’areostave. Una battaglia che muove dunque da una visione del mondo che il Belpaese avrebbe la necessità di conoscere. Un’esigenza di carattere storico – il rimettere in moto una produzione in grado di suscitare interesse ben al di là dei confini nazionali – che un italiano come Matteo Bertelli percepisce come impellente.

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